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Itinerario: 
LA VALCHIAVENNA E IL PASSO DELLO SPLUGA

A cura di  Renzo Zonca

Dalle rive del Lago di Como fino alla cresta spartiacque delle Alpi, lungo un'antichissima via di transito, frequentata fin dai Romani. Arte, storia, fede e soprattutto lo spettacolo di una natura superba, a volte dolce, altre volte orrida, ma sempre affascinante.
Un percorso di poche decine di chilometri, con tanti e tali motivi d'interesse che meriterebbe di essere percorso quasi a piedi, per non farsi sfuggire nulla.

Percorso: L'itinerario inizia da Colico (quota 218 metri), all'estremità settentrionale del Lago di Como, facilmente raggiungibile da Sondrio (38 Km.), da Bergamo (78 Km.) e da Milano (100 Km.).Un primo tratto pianeggiante di 25 chilometri conduce a Chiavenna (quota 333 metri), dove inizia la spettacolare salita lungo la Valle San Giacomo (circa 25 chilometri) fino al Passo dello Spluga, a 2113 metri di quota.

Tempo richiesto: Il percorso è comodamente fattibile in giornata, anche se un fine settimana permetterà di compiere numerose e interessanti varianti.

Caratteristiche: Le caratteristiche della strada - stretta, esposta e tortuosa come poche - impongono una buona dose di attenzione e di prudenza. Nel periodo invernale, l'ultimo tratto della salita risulta non percorribile.


Per iniziare, un parco

Dal grande bivio della superstrada di Colico, seguiamo le indicazioni per il Passo dello Spluga, e subito ci troviamo a fiancheggiare una grande "area umida", che separa il Lago di Como dal non lontano Lago di Mezzola: la "Riserva Regionale Pian di Spagna, Lago di Mezzola".

Si tratta di una zona di interesse internazionale, con un paesaggio vegetale di grande suggestione, caratterizzato prevalentemente da canneti a cannuccia di palude, con una straordinaria ricchezza floreale e faunistica. Addirittura, sono state osservate qualcosa come 200 specie diverse di uccelli stanziali e migratori, oltre a 24 specie di uccelli acquatici.

Sul fondo della valle

Proseguendo lungo l'ampio e pianeggiante fondo della valle, anticamente occupato dall'estremo lembo settentrionale del Lago di Como, non possiamo non rimanere colpiti, in un contrasto visivo quasi violento, dalle altissime pareti laterali che, scoscese e selvagge, si elevano vertiginose fin verso i 2.500 metri di quota!

Uno scenario dolce e grandioso nello stesso tempo, che ci accompagna fino a Chiavenna, situata in una strategica posizione all'incrocio di due vallate, percorse fin dai tempi più remoti: la Valle San Giacomo verso lo Spluga, e la Val Bregaglia verso il Passo del Maloia e il più antico Passo del Settimo. E, non a caso, il toponimo Chiavenna dovrebbe derivare dal latino "clavis = chiave", nel senso di posizione chiave, importante.

Inizia la salita!

Di sicura origina romana, Chiavenna meriterebbe una visita approfondita, ma in questa sede vogliamo limitarci a citare i famosi crotti, ovvero anfratti naturali formatisi sotto i massi di antiche e gigantesche frane, nei quali spira una corrente d'aria a temperatura costante. Di conseguenza, sono molto adatti alla stagionatura di salami, salsicce, bresaole, formaggi, vino…. Non deve quindi stupire se all'esterno sono spesso disposte panche e tavoli, realizzando così piacevoli luoghi di ritrovo, che hanno la loro "consacrazione" nell'importante Sagra di settembre.

Ma lasciamoci alle spalle la bella e soleggiata Chiavenna, per iniziare la salita della Valle San Giacomo: in pochi minuti, pressoché senza transizione, ci troviamo catapultati in un ambiente in tutto di alta montagna, selvaggio come pochi, con grandiose pareti rocciose che si elevano verticali per centinaia di metri.

A tratti, il pendio è cosparso di enormi macigni, impressionanti testimonianze di antiche e immani frane, a ricordarci che la montagna non è un'entità statica, immobile e immutabile, come a prima vista sembrerebbe. Essa "vive", si evolve e si modifica in continuazione, seguendo tempi e ritmi rispetto ai quali l'esistenza umana è paragonabile a un battito di ciglia, o poco più.

Il santuario e il torrente "rabbioso"

A un tratto, alla base di una strapiombante parete rocciosa, ecco il grande santuario della Madonna della Misericordia di Gallivaggio, dove secondo la tradizione la Vergine apparve a due ragazze intente a raccogliere castagne: era il 10 ottobre 1492.

Poco oltre, a Campodolcino, un ponte supera un torrente laterale, che non si può non notare per i suoi poderosi argini in pietra, con dimensioni a prima vista del tutto sproporzionate, quasi assurde per un piccolo torrente di montagna. Ma tutto cambia non appena si conosce il suo nome, foriero di piene disastrose: torrente Rabbiosa.

Una strada "da brivido"

Superato Campodolcino, il nastro d'asfalto inizia a inerpicarsi lungo lo scosceso e quasi verticale versante della valle, in una spettacolare e interminabile successione di tornanti ravvicinati che non danno respiro, e richiedono la massima attenzione. Curva dopo curva, con tratti incisi nella roccia e brevi gallerie, la strada guadagna velocemente quota, letteralmente sospesa sulla valle sottostante.

Un vero capolavoro di ingegneria, che ancora oggi incute rispetto e ammirazione, progettato all'inizio dell'800 dal geniale ingegnere Carlo Donegani, lo stesso che pochi anni dopo avrebbe firmato un'altra delle meraviglie delle Alpi: la strada dello Stelvio.

Il grande lago

Superato il bivio per la nota località turistica di Madesimo, una serie di gallerie ci conduce verso la testata della valle, con il panorama che finalmente si apre e si addolcisce, con i suoi verdeggianti e rilassanti pascoli.

Ma le sorprese non sono finite: dopo alcuni tornanti, eccoci in riva al grande lago artificiale di Montespluga, a poco più di 1900 metri di quota, le cui placide acque conferiscono una nota di colore tutta particolare all'ambiente.
 
 Il nostro itinerario sta ormai per concludersi: superato il piccolo borgo di Montespluga, la strada torna a farsi ripida, tra pietraie e magri pascoli, con il grande lago disteso sotto di noi, in un colpo d'occhio di grande effetto, immortalato in innumerevoli fotografie.
Un ultimo strappo permette di raggiungere il culmine della salita: il Passo dello Spluga, a 2113 metri di quota, sulla cresta spartiacque della catena alpina, oltre il quale il panorama si apre spettacolare sulle Alpi svizzere, in una degna conclusione della nostra gita.
 

Itinerario in rete

APT Valtellina
http://www.valtellinaonline.com/home.asp 
Tutto sulla Valchiavena
http://www.valchiavenna.com/
Un bel sito sul Passo dello Spluga
http://www.passospluga.it/

ll Passo dello Spluga dal punto di vista svizzero
http://www.splugen.ch/italiano/index.html

 La "Riserva Regionale Pian di Spagna, Lago di Mezzola"
http://www.parks.it/riserva.pian.di.spagna.mezzola/index.html

Un'escursione
IL RIFUGIO E IL LAGHETTO

A completamento della gita al Passo dello Spluga, proponiamo una breve e facile escursione, pressoché alla portata di tutti, con solo un minimo di attitudine alla camminata in montagna. Complessivamente, tra andata e ritorno, prevedere non più di due ore di comodo cammino.

La mèta è il Rifugio Giovanni Bertacchi, situato su un panoramico terrazzo prativo, a pochi metri da un tipico laghetto alpino.

L'escursione prende le mosse dalla sponda orientale del Lago di Montespluga, e più esattamente da un gruppo di case appena a sud del viadotto che costeggia il lago stesso, a quota 1908 metri.

Ci si incammina lungo una stradina sterrata (o a fianco di essa sulla sinistra) fino alla sommità del tondeggiante costone degli Andossi, da cui ci si affaccia sulla valle del torrente Scalcoggia.

Con direzione iniziale nord-est, si prosegue lungo il sentiero pianeggiante che, con un ampio semicerchio, traversa l'intera testata della valle, raggiungendo infine, con un ultimo tratto in direzione sud, il panoramico dosso su cui sorge il Rifugio Bertacchi, a pochi metri dal tondeggiante Lago di Emet: quota 2196 metri, ore 1 dalla partenza.

Il ritorno si svolge lungo il medesimo percorso della salita e richiede 45 minuti.
 

Da vedere:
PIURO, LA POMPEI DEL NORD

Appena usciti da Chiavenna, seguendo il solco della Val Bregaglia, in direzione del confine di Stato, si incontra l'abitato di Piuro, da molti definito "la Pompei del nord".

Verso la sera del 4 settembre 1618 una gigantesca frana, probabilmente simile a quella del 1987 in Valtellina, si staccò dal versante idrografico sinistro della valle, investendo e seppellendo l'intero paese, con i suoi mille abitanti.

Questo disastro naturale, in tempi di superstizioni e di esasperazioni religiose, ebbe un enorme impatto emotivo in tutta Europa, anche perché all'epoca Piuro era un centro commerciale tra i più noti.

L'unico edificio di rilievo che si salvò fu il Palazzo Vertemate Franchi, considerato "una delle più prestigiose dimore signorili dell'area lombarda". Le stanze sono superbamente affrescate e intarsiate, mentre l'insieme del nobile edificio offre un interessante spaccato della vita di una ricca famiglia dei secoli XVI e XVII: l'elegante giardino, la chiesa privata, l'ampio castagneto, gli orti e il vigneto, le stalle… Il palazzo è visitabile da marzo a ottobre il sabato pomeriggio e la domenica.

Verso la sera del 4 settembre 1618 una gigantesca frana, probabilmente simile a quella del 1987 in Valtellina, si staccò dal versante idrografico sinistro della valle, investendo e seppellendo l'intero paese, con i suoi mille abitanti.

Questo disastro naturale, in tempi di superstizioni e di esasperazioni religiose, ebbe un enorme impatto emotivo in tutta Europa, anche perché all'epoca Piuro era un centro commerciale tra i più noti.


Speciale Maggio
Le tariffe sono per camera e comprendono prima colazione al buffet, utilizzo delle piscine termali con sauna e bagno turco, Set piscina con accappatoio, telo, spugna, ciabattine e borsa.
Terme di Saturnia Spa & Golf Resort  
Saturnia (GR)
Toscana - Italy

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Ponte del 25 Aprile - Dolce Week End
Per un Rilassante e Romantico Week end al Castello di Leonina
Castello di Leonina Relais  
Asciano (SI)
Toscana - Italy

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PROMOZIONE LONG STAY
7 pernottamenti al prezzo di 6. Colazione a buffet, dinner a la carte, piscina termale e bagni di vapore in grotta inclusi.
Grotta Giusti Natural Spa Resort  
Monsummano Terme (PT)
Toscana - Italy

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