IItinerario:
MONTI, SAGRE E BORGHI: ACQUALAGNA, CANTIANO ED APECCHIO
A cura di Henry Marinelli
Un interessante itinerario "rurale"con pregevoli proposte culinarie da compiere
in 5-7 giorni, pernottando in una delle numerose strutture alberghiere e agrituristiche
della zona di Acqualagna, Cantiano e Apecchio.
Dalla "capitale del tartufo nero" alla patria del mitico "Bostrengo", con possibilità
di incantevoli escursioni a piedi e a cavallo.
Come arrivare: la via più rapida è sicuramente quella che prevede l'uscita al casello di Fano
per poi imboccare la superstrada Fano-Grosseto, con uscita per Acqualagna oppure
Cantiano.
Tempo richiesto: 5 giorni (in agosto è il periodo ideale)
ACQUALAGNA
Quello che le guide "ufficiali" non ti dicono
Occorre senza meno trascorrere molto tempo nella cittadina capitale del Tartufo.
Attorno alla ricerca di questo prezioso tubero, ci sono storie e leggende di
uomini che con la loro "ruscella" - un attrezzo pensato apposta per estrarre il
tartufo senza rovinarlo - e il fido cane, partono di notte o all'alba di nascosto
per non fare sapere ai vicini dove il tartufo si cela.
Tra la fine del secolo scorso e l'inizio del '900 Acqualagna ha conosciuto la
migrazione di centinaia di cercatori di tartufo che, avendo imparato il mestiere
- e la passione - per trovare fortuna andarono a colonizzare altre zone d'Italia
per verificare la presenza del pregiato frutto della terra.
I cercatori di tartufo partivano a piedi con i loro cani verso le zone del centro
e sud Italia portando ovunque la conoscenza del tartufo.
Erano capaci di riconoscere la produttività di una zona dal colore delle case
che denotava il materiale di costruzione e, quindi, il tipo di terreno.
Oggi le cose sono ovviamente cambiate, ma gli abitanti di Acqualagna sono rimasti
particolarmente legati a queste tradizioni. Basti pensare, ad esempio, che un
cittadino su quattro ha il patentino di cercatore di tartufo. E ancora, il 70%
dei cani da tartufo in Italia vengo allevati proprio in questa zona.
Una passione che si tramanda di padre in figlio. Ci sono intere famiglie che
su questo tubero basano la propria economia domestica. Oggi l'esperienza di andare
a tartufi può essere condivisa da chiunque, anche grazie alle fiere.
Cosa visitare
Alle pendici del Furlo, e a due passi da Acqualagna, potrai scoprire il miglior
posto della Provincia ove trascorrere un pomeriggio di pic-nic. Questo luogo è
il Santuario del Pelingo, una sorta di Loreto in piccolo. Avete a disposizione
tutte le comodità del caso, e il fiume Metauro a raffreddare l'afa agostana.
Partecipazione alle manifestazioni cittadine
Si svolgerà anche quest'anno la "Fiera del Tartufo nero d'estate", che si svolgerà
il 14 e 15 agosto. Informazioni dettagliate sull'evento sono reperibili su www.montefeltrotour.it. Oltre a questa manifestazione, Acqualagna offre anche una fagiolata in piazza
dedicata all'allegria e alla condivisione di antichi valori contadini.
Dove mangiare
Scommettiamo che la descrizione ti ha già fatto venire l'acquolina in bocca?
Ci sono degli ottimi ristorantini dove gustare, tipicamente, un menù a base di
crostini con tartufo (semplicemente composti da pane, limone, brodo, parmigiano,
oltre che ovviamente tartufo) e tagliatelle al tartufo (dove il segreto risiede
nello sposalizio ideale tra le tagliatelle tirate a mano sulle locali credenze
e il sapore deciso del famoso tubero).
Consigliamo una sosta prolungata a "Il Lampino", "Al Leon D'oro", a "Il tartufo"
tanto per citarne alcuni dei più vicini al centro cittadino
Un'escursione:
CAVALCARE NEL VERDE: "FERRO DI CAVALLO", L'ITINERARIO PORTAFORTUNA
La natura si scopre anche a cavallo, per esperti e per principianti, riserva
dunque una giornata per questa iniziativa. Dal Centro ippico di Chiaserna parte
un itinerario equestre, a forma di Ferro di Cavallo, che vi permetterà di conoscere
in una sola volta molti dei piú importanti luoghi della natura e della storia
del territorio. Scorreranno sotto gli zoccoli i paesaggi del Monte Catria e del
Monte Acuto, fino a scendere al Centro ippico di Cagli. Da questo, con una traversata
nel disegno della campagna collinare, toccheremo S.Maria delle Stelle, il santuario
di Monte Martello prima di fermarci al Centro ippico di San Bartolomeo in Drogo.
Ci aspettano i prati del Monte Paganuccio, da attraversare in libertà. La discesa
ci porta ad Acqualagna, verso il Castello e l'Abbazia di Naro. Lungo il fosso
della Vena ci incamminiamo alla volta del Monte Nerone. Raggiunto Fosto iniziamo
a salire la montagna per baite e rifugi. La discesa a Serravalle conclude questo
affascinante trekking a cavallo.
CANTIANO
Quello che le guide "ufficiali" non ti dicono
Di Cantiano, dobbiamo senza meno segnalare un prodotto custodito entro le mura
del borgo di Chiaserna, a pochi chilometri dal Municipio: il Pane di Chiaserna
appunto. Non è certo fatto noto ai più, che il pane può essere prodotto anche
senza aggiunta di lievito, ma già solo sfruttando la fermentazione naturale (detta
"acida" o "madre"). Se consideriamo poi il microclima di Chiaserna (un ambiente
ancora incontaminato, circondato da alte montagne e incontaminate sorgenti) e
il fatto che il pane venga cotto nei forni a legna, si intuisce benissimo come
il risultato sia particolare. Questo prodoto rappresenta il classico esempio di
come una produzione tradizionale possa sopravvivere e rimanere "in attesa" di
essere riscoperto, così, per chi passa sulla via Flaminia, l'acquisto di qualche
filone di questo gioiello è un "must".
Cosa visitare
La via Flaminia ha rappresentato, dalla Roma Antica in poi, l'arteria ove far
scorrere merci e genti, è un simbolo di come una civiltà possa sviluparsi lungo
una via di grande comunicazione. Non dimentichiamo che, in tempi più recenti,
anche il Duce amava attraversare l'Italia attraverso la Flaminia. Una testimonianza
architettonica notevole è rappresentata dal Ponte Mallio, costruito all'inizio
dell'epoca repubblica. Meritevole di una visita.
Dove mangiare
Montefeltro.info consiglia un ristoro alternativo: dirigetevi verso Chiaserna,
non per cercare ristoranti o agriturismo ma per visitare i forni e gli alimentari
del borgo, acquistare il pane e mangiarlo durante uno splendido pic-nic fuori
porta.
Partecipazione alle manifestazioni cittadine
In Agosto il Paese offre tanto che abbiamo l'imbarazzo della scelta. Sempre rispecchiando
l'anima "rurale" e mangereccia di queste zone, passiamo dalla "Sagra del Polentone"
del 4 Agosto, alla "Sagra del Tartufo" del 10, fino alla "Sagra del Cinghiale"
del 17. Se il vostro desiderio è quello di acquistare un pezzetto di territorio
da gustare entro le mura domestiche, allora fate man bassa dei prodotti esposti
alla mostra-mercato delle tradizioni agro-alimentari di Chiaserna dell'11 Agosto.
Non è finita qui, perché il "top" dell'estate cantianese è rappresentato dal "Torneo
della Balestra Antica", questa manifestazione esalta i caratteri storici del centro
Italia, infatti a sfidarsi saranno i migliori balestrieri provenienti anche da
Gubbio, S.Sepolcro e S.Marino. C'è la possibilità di divertirsi tutto il pomeriggio,
per poi concludere la giornata tra gli stand gastronomici distribuiti nei vari
rioni. Cantiano "by night"? Perché no, visto che praticamente ogni sera le tipiche
trattorie del centro offrono musica dal vivo.
Un'escursione: LA VIA VERDE
Per interrompere il peregrinare tra borghi e sagre, non c'è niente di meglio
da fare che percorrere un tratto della lunga "via verde" che percorre l'Italia
lungo la dorsale appenninica: il Sentiero Italia.
Giunto al passo di Bocca Serriola, si entra nel territorio ad Acquapartita, nell'area
del Monte Nerone (m.1525). Montagna complessa ed affascinante offre numerosi ambienti
naturalistici.
Una importante rete di sentieri (C.A.I.) favorisce tante facili escursioni, dai
torrenti di valle ai pascoli fioriti. Tra le prature in quota, all'ombra delle
faggete, si aprono numerose grotte, meta frequente di speleologi. Le forre, suggestivi
canaloni sotto il dominio dell'acqua, segnano i suoi fianchi e si offrono agli
escursionisti più esperti.
Il Sentiero Italia è anche un'ottima occasione per conoscere il valore culturale
delle località toccate:
Apecchio, Piobbico, Serravalle, Pieia, Pianello, Cagli, Cantiano, Chiaserna.
Quello che le guide "ufficiali" non ti dicono
La montagna, nel Montefeltro, può essere vissuta anche di notte. Come? Naturalmente
"ballando coi lupi". E' questo infatti il nome di una manifestazione di successo,
organizzata dai giovani del loco il 2 Agosto in località Cupa di monte nerone.
Non molto diversa si presenta la concentrazione della notte di S.Lorenzo del 10
in località Montebuono di Apecchio. Entrambe le manifestazioni invitano a ballare
sotto le stelle per tutta la notte, circondati da una atmosfera "stregata".
APECCHIO
Quello che le guide "ufficiali" non ti dicono
C'è un dolce, prodotto un po' in tutto il territorio Feltrano, che ha il suo
"cuore produttivo" in Apecchio, e si tratta del Bostrengo, il pulisci-credenza
per eccellenza. Gli ingredienti del quale si compone sono infatti farina, riso
bollito, latte, pezzetti di frutta secca e pane raffermo. Nell'unicità apecchiese
sono compresi anche il cacao e il liquore. Questa "amalgama" viene infornata per
una oretta circa e proposta nelle aziende agrituristiche e in alcuni forni per
la migliore delle colazioni e delle merende possibili!
Inoltre poco sopra il paese di Apecchio, un giovane "testardo" si è messo in
testa qualche anno fa di cominciare a produrre grappe con alambicchi tradizionali.
Il risultato è stato eccellente, tanto è vero che il prodotto è riservato a pochi
eletti. Consigliato un salto alle "Distillerie Collesi" per cercare di reperire
il prodotto. Una degustazione è assicurata.
Cosa visitare
Il Museo Minerario di Apecchio espone oltre 2.500 esemplari di Ammoniti in una
raccolta considerata di elevatissimo livello scientifico, frutto del lavoro, studio
e metodo degli appassionati ricercatori del Gruppo Paleontologico Apecchiese,
premiati nel loro impegno dal ritrovamento della ammonite Hybopeltoceras Paviai,
olotipo di specie, di prima segnalazione sia per l'Italia che per l'Europa.
Gli ambienti utilizzati sono i sotterranei di Palazzo Ubaldini, un tempo adibiti
a stalle, lavanderia, prigioni, cantine e neviera che, insieme al porticato progettato
da Francesco di Giorgio Martini nella seconda metà del '400, rappresentano quello
che rimane dell'antico castello di Apecchio.
Dove mangiare
Assolutamente vietato attraversare la zona di Apecchio senza aver bivaccato nei
locali Agriturismo, dove la cordialità dei gestori è così genuina che sembra di
essere tornati a margiare per l'aia dopo i lavori dei campi. Antipasti composti
da crostini al tartufo, primi piatti a base di tagliatelle ai funghi porcini e
salumi caserecci come pietanza vengono serviti, tanto per citarne alcuni, alle
"Caselle", "Dal Geppo" e presso "Ca'Cirigiolo".
Partecipazione alle manifestazioni cittadine
Apecchio non vuole essere da meno per quanto riguarda le offerte pomeridiane
e serali. L'importante è "spogliarsi" dallo stress e partecipare all'allegra compagine
paesana, conosciuta in tutta Italia per la sua proverbiale allegria, e per un
accento tutto da ridere. Partecipiamo dunque alla sagra del Bostrengo, durante
la quale verrà riproposto l'originale dolce in versione "merenda all'aperto",
una visione della vita molto godereccia che merita di essere vissuta.
Poi il 23 Agosto sosteremo alla festa "Ancoragosto" di Pian di Landuccio dove
si incontra, tra danze e degustazioni varie, tutta la gente dell'entroterra; per
finire con la festa paesana di Ladara il 25 quando valenti carbonai prepareranno
polenta per tutti secondo il metodo tradizionale.
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